martedì 11 giugno 2019

IL NOSTRO INTENSO VIAGGIO A GERUSALEMME



Non so come si possa descrivere a parole ciò che si prova quando si entra nella città vecchia di Gerusalemme.
Una città contesa da sempre dalle tre grandi religioni monoteiste, centro nevralgico del Medio Oriente sulle cui strade è stato versato così tanto sangue che sembra incredibile si possa chiamare Terra Santa.
Mi sono documentata parecchio prima di affrontare questo viaggio perché credo che non si possa visitare Gerusalemme come una qualsiasi altra meta turistica. 
Attualmente regna una calma apparente ma la situazione israelo-palestinese è tutto fuorché risolta e dubito che si possa risolvere a breve.
Forze di polizia sono dispiegate in tutto il territorio e i controlli di sicurezza sono presenti per accedere nei maggiori luoghi sacri; ciò nonostante la nostra percezione è stata comunque di sentirci in una città sicura.


Il nostro primo ingresso alla città vecchia è stato attraverso la porta di Damasco, poco distante dal nostro albergo: il Jerusalem Hotel.
Maggio, pomeriggio inoltrato, avevamo trascorso una calda giornata nei Territori palestinesi alla scoperta di Betlemme, del suo Muro, dei graffiti di Banksy e della Chiesa della Natività.
La porta di Damasco permette l'ingresso diretto sul vitale quartiere musulmano, io e poche altre turiste con il capo scoperto, le altre nascoste da un velo, donne sedute a terra che vendono foglie di  vite e uomini affaccendati vendono pane, vestiti, frutta e verdura. E' un quartiere affollato, caotico e rumoroso, ogni tanto ci si imbatte in un rabbino che, a testa bassa, attraversa velocemente il quartiere per raggiungere poco distante il Muro del Pianto.



Se mi chiedessero qual è il luogo più emozionante di tutta Gerusalemme risponderei proprio il Muro Occidentale.
Il luogo più sacro per la religione ebraica è ciò che rimane del muro di cinta risalente all'epoca del Secondo Tempio di Gerusalemme distrutto dai romani nel 70 dC.


Questo è l'unico luogo che per quanto sia spesso affollato mantiene intatta la sua spiritualità.
Ad ogni ora del giorno lo si visiti (ma rende al meglio se lo si osserva al tramonto) stormi di uccelli volano intorno al muro. Uomini con la kippah, rabbini in abito lungo, cappello nero e riccioli ai lati delle orecchie si avvicinano al Kotel e pregano, alcuni si siedono poco lontano e leggono il Talmud.


Sopra le loro teste sorge il Monte del Tempio, dove sono presenti gli edifici più sacri per l'Islam: la moschea Al Aqsa e la Cupola della Roccia.
Questa zona è accessibile ai non musulmani solo per poche ore al giorno e solo dall'ingresso adiacente al Muro del Pianto.
Il nostro ingresso è stato alle 7.30 del mattino, onde evitare le temibili comitive. É un luogo di pace e la cupola dorata vista da vicino è veramente magnifica.

Cupola della Roccia


Per quanto riguarda la religione cristiana, Gerusalemme è la meta per antonomasia per un pellegrinaggio. Da bravi cristiani, nonostante il caldo afoso abbiamo affrontato la scalata al monte degli Ulivi dalla cui cima si ha una spettacolare vista della città.
Durante la Domenica delle Palme, la via Crucis parte proprio da qui: la discesa non è proprio agevole per via della pendenza e del terreno scivoloso soprattutto se lo si inizia a fare alle 10 del mattino quando il sole alto nel cielo rende il clima torrido.

Vista dal monte degli Ulivi

Un luogo davvero speciale è l'Orto dei Getsemani, ai piedi del monte. Sono presenti ulivi secolari  che, secondo il Vangelo, furono testimoni delle vicende di Gesù.
Giunti in città vecchia, inizia la via Dolorosa che attraverso undici stazioni, conduce alla Basilica del Santo Sepolcro, il luogo dove Gesù fu crocifisso.
Il nostro primo ingresso non ci ha destato grandi emozioni a causa della quantità di persone presenti nella Chiesa. Al lato destro dell'ingresso è presente una ripida scaletta che conduce al luogo presunto della crocifissione di Gesù: una fila infinita di persone attendevano il proprio turno per toccare la roccia del Calvario.
Il nostro secondo ingresso è stato molto più sentito perché vi siamo entrati un venerdì mattina sul presto quando si stava celebrando la messa. Osservare questo luogo sacro in silenzio e quasi deserto ha reso il momento molto emozionante.

Basilica del Santo Sepolcro


Il quartiere ebraico all'interno della città vecchia è un luogo molto affascinante. Al mattino presto si incontrano i ragazzi diretti alla Yeshivah (la scuola religiosa improntata sullo studio dei testi religiosi tradizionali) e i rabbini che tornano dalla Sinagoga.



Per conoscere la storia di Gerusalemme è utile la visita alla Torre di Davide. Il Museo, situato nella cittadella medievale a pochi passi dalla Porta di Jaffa, illustra la storia della città oltre ad essere esso stesso un sito archeologico.

Torre di David


Ma Gerusalemme non è solo città vecchia, oltre alle mura si scopre un mondo altrettanto affascinante.
La città nuova ha come centro il Mercato di Mahane Yehuda, ricco di colori e profumi. Se lo si frequenta al giovedì e al venerdì mattina, il mercato è in fermento e affollato da persone che fanno la spesa prima dello Shabbat.

Mahane Yehuda


Mea She'arim è stato il quartiere che ci è rimasto più impresso. I suoi abitanti sono ebrei ultraortodossi e sembrano sbucati dal passato. Gli uomini vestiti in completo nero, le donne con foulard o parrucca. Il loro mondo ci ha incuriosito tanto da portarci a guardare su Netflix la serie TV "Schtisel" incentrata su una famiglia ebrea ultraortodossa. Ci è toccato vederla in ebraico con i sottotitoli in italiano ma nonostante ciò l'abbiamo molto apprezzata.



Non potevamo venire a Gerusalemme senza visitare Yad Vashem, il museo della Storia dell'Olocausto. All'esterno è presente il Giardino dei Giusti tra le Nazioni dedicato a uomini e donne non ebrei definiti gentili che salvarono migliaia di persone durante la Shoah.

Per quanto riguarda la ristorazione abbiamo apprezzato un ristorante nella città nuova: Hatzot. É un locale giovanile dove si mangia bene e le porzioni sono abbondanti.



Gerusalemme è una città pazzesca e tre giorni sono stati davvero pochi per visitarla. Il nostro viaggio è coinciso con il periodo di Ramadan e nel giorno del venerdì abbiamo assistito all'ingresso alla città vecchia di migliaia di musulmani per assistere alla preghiera. Al venerdì sera dopo il tramonto la città si ferma per lo Shabbat e anche raggiungere l'aeroporto diventa un'impresa.
In nessun'altra città religioni così diverse influenzano in maniera così importante la vita quotidiana.
Gerusalemme è una città unica.



Turista è chi passa senza carico né direzione. Camminatore chi ha preso lo zaino e marcia. Pellegrino chi, oltre a cercare, sa inginocchiarsi quando è necessario.











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