martedì 2 ottobre 2018


ISTANBUL

L'unica metropoli al mondo appartenente a due continenti


Istanbul è un'immensa città a cavallo tra due continenti: Europa e Asia. La parte asiatica e la parte europea sono divise dal Bosforo e si trovano l'una di fronte all'altra.
Se prima le due sponde avevano due chiare identità, attualmente si sono molto amalgamate. La parte asiatica si è molto occidentalizzata mentre la parte europea custodisce quartieri molto conservatori ben lontani dal modello occidentale.
Istanbul è in continua mutazione, è una città work in progress. Numerosi cantieri stanno modificando l'aspetto di questa metropoli che custodisce un tesoro inestimabile dal punto di vista artistico, storico e culturale.
Capitale dell'Impero romano, bizantino e ottomano, questa città ha cambiato spesso volto, nome e ovviamente carattere. Bisanzio, Costantinopoli, Nuova Roma e infine Istanbul è stata da sempre una città al centro dell'attenzione.


Per una metropoli di tale portata quattro giorni non sono sufficienti, ma siamo comunque riusciti a visitare molti dei suoi monumenti e respirarne l'atmosfera camminando per i quartieri meno battuti dalle rotte turistiche.
Vi preparo: Istanbul è immensa, caotica e trafficata. A causa della crisi del turismo che ha investito la città negli ultimi anni, l'amministrazione ha deciso di restaurare in contemporanea la maggior parte dei beni culturali presenti in città.
Pertanto attualmente Santa Sofia, la Moschea Blu, la Cisterna Basilica e molte altre sono celate in alcune parti da ponteggi. La crisi della lira turca ci ha invece permesso di rendere il nostro viaggio molto economico.

Hagia Sophia


Il quartiere Sultanahmet è la perla di Istanbul. Il nostro hotel Boutique Saint Sophia si trovava proprio dietro al museo di Santa Sofia: elegante, raffinato e dalla invidiabile posizione, a pochi passi dalla fermata del tram.
Per conoscere appieno questo storico quartiere abbiamo deciso di affidarci ad un cicerone che potesse spiegarne la storia e i suoi tesori. Kadir, guida turistica prenotata tramite il sito Scoprire Istanbul, ci ha accompagnato per tutta una giornata raccontandoci la storia di Istanbul attraverso la scoperta dei suoi monumenti.
La nostra prima tappa è stata il Palazzo Topkapi, residenza dei sultani ottomani e centro amministrativo dalla seconda metà del XV secolo al 1856. Camminando nei giardini, entrando nelle cucine, nella tesoreria e nell'armeria Kadir ci ha raccontato lo stile di vita dei sultani. Purtroppo non abbiamo avuto l'opportunità di visitare l'harem perché in gran parte in restauro. In questo harem potevano vivere anche 70-80 concubine, ragazze rapite durante vere e proprio campagne di reclutamento nei vari territori dell'Impero e nei Paesi confinanti e ridotte in schiavitù. Le donne che davano alla luce un figlio del sultano salivano di categoria e avevano un vero e proprio appartamento tutto per loro. In un'altra ala del palazzo si trovavano i giannizzeri, ossia gli uomini dell'esercito ottomano  che seguivano un rigido addestramento.
Il sultano Murad IV, noto per essere parecchio crudele, sembrerebbe che fosse più sensibile al fascino dei giannizzeri e tendeva a torturare le sue concubine. Alcuni sultani erano invece magnanimi e l'harem poteva essere considerato una gabbia dorata, ma pur sempre una prigione.

Palazzo Topkapi


Kadir ci ha poi accompagnato ad Hagia Sofia, le cui prime fondamenta furono gettate nel 300d.c. Mi ha sempre affascinato questa chiesa/moschea contesa da cristiani e musulmani. 
Imponente ma nonostante ciò elegante e raffinata, è dedicata alla Divina Sapienza (Hagia Sophia). La prima chiesa voluta da Costantino fu distrutta da un incendio nel 532, fu poi ricostruita molto più in grande  da Giustiniano e inaugurata nel 537.

Hagia Sophia


Nel 1453, dopo la conquista ottomana, la basilica si trasformò in una moschea. I bellissimi mosaici bizantini raffiguranti immagini sacre vennero coperti dall'intonaco, tolte le croci, vennero eretti i quattro minareti e aggiunti gli scudi con i versetti del corano.
Con la caduta dell'impero ottomano e in seguito con il generale Ataturk che si pose l'obiettivo di laicizzare la Turchia, questa moschea divenne ufficialmente museo nel 1935.
In questo modo fu rimosso l'intonaco dagli splendidi mosaici bizantini. Da qualche anno però, diverse associazioni islamiche spingono affinché Hagia Sophia ritorni ad essere moschea. In nome dell'arte mi auguro che questo non accada perché significherebbe ricoprire di nuovo ogni immagine religiosa.

Moschea Blu

Di fronte a questa testimonianza storica è presente la famosa Moschea Blu, ovviamente anch'essa in restauro. Purtroppo la presenza dei ponteggi, il sovraffollamento e il poco piacevole odore di piedi non ci hanno permesso di vedere al meglio la più famosa moschea di Istanbul.

Moschea Blu


Abbiamo invece apprezzato di gran lunga la moschea di Solimano, poco distante dalla Moschea Blu.
Costruita tra il 1550 e il 1570 dal brillante architetto imperiale Miman Sinar questo splendido edificio è maestoso, luminoso ma soprattutto silenzioso mostrando la sua reale funzione, ossia un luogo di preghiera per la religione islamica.


Moschea di Solimano

Dopo un pranzo a base di polpette, la nostra guida ci ha accompagnato alla Cisterna Basilica. Istanbul non ha grossi fiumi da cui rifornirsi d'acqua. I romani, sublimi ingegneri, avevano costruito l'acquedotto di Valente e alcune cisterne in città dove conservare l'acqua. La Cisterna Basilica fu costruita nel 542 dall'imperatore bizantino Giustiniano. Questo grande spazio sotterraneo è stato costruito con materiali di riuso recuperati probabilmente da templi tale da far sembrare questa cisterna una basilica. All'interno si trovano ben 336 colonne e due grandi blocchi in marmo raffiguranti la testa di Medusa utilizzate come piedistallo per le colonne.

Cisterna Basilica

Dopo queste visita culturale ci siamo diretti al Grande Bazar, uno dei più grandi mercati coperti al mondo. Enorme, affollato e colorato accoglie migliaia di visitatori per lo più turisti. Sinceramente sono rimasta maggiormente colpita dal Bazar dei libri situato a poca distanza.

Bazar dei libri

Uno dei momenti migliori per godersi Istanbul è l'ora del tramonto. Si può pensare di fare una crociera sul Bosforo oppure, come abbiamo fatto noi, passeggiare lungo il ponte di Galata e osservare i pescatori intenti a pescare, il cielo divenire rosso e il profilo delle numerose moschee che si stagliano all'orizzonte.

Vista dal ponte di Galata

Con una lunga passeggiata tutta in salita siamo giunti al quartiere Beyoglu, ricco di bar e ristoranti. Istiklal Caddesi è la via pedonale piena di negozi affollata fino a tarda sera. Questa strada unisce piazza Taksim famosa per le manifestazioni politiche al quartiere medievale di Galata con le sue stradine strette da cui svetta la torre di Galata.

Torre di Galata
Il giorno seguente ci siamo addentrati in alcuni quartieri al di fuori degli itinerari turistici: Balat e Fener.
Entrambi si trovano nella parte europea e si affacciano sul Corno d'Oro.
Nell'affascinante quartiere di Balat è presente la chiesa di Chora, ricca di mosaici ma anch'essa naturalmente in restauro. A pochi metri svettano bellissime casette in legno colorate.

Balat
Fener è forse il quartiere che mi ha maggiormente affascinato. Per le strette strade i bambini giocavano all'aria aperta, le donne erano intente a fare la spesa, gli anziani seduti nei piccoli locali.



In questo quartiere la religione gioca un ruolo fondamentale: i bambini hanno già il capo coperto e le ragazzine indossano già il velo nero in tenera età. Avrei passato ore a camminare per le strade strette e osservare lo scorrere della vita quotidiana.


Di ritorno in hotel siamo passati per il colorato bazar delle spezie a pochi passi dalla moschea di Solimano, ricco di colori e profumi dove è quasi impossibile uscirne senza nemmeno un acquisto.


La nostra intensa giornata si è conclusa nel versante asiatico, ad ammirare il tramonto a Üskudar. Partendo da Eminonu, il porticciolo poco prima del ponte di Galata,  è possibile prendere un battello che conduce a Üskudar. Una piacevole passeggiata vi porterà alle gradinate vista mare su cui sono appoggiati cuscini per godersi il tramonto in tutta comodità. I numerosi locali vendono il famoso chai, ideale per le fresche serate turche.
Di fronte a noi il Bosforo, il profilo di Sultanahmet all'orizzonte e la graziosa torre di Leandro che svetta dal mare e completa il paesaggio da cartolina.
Dopo una piacevole cena vista mare da Filizler Köftecisi (spendendo ben 7€ in due) siamo rientrati in Europa utilizzando la metropolitana che, attraverso un tunnel sotto il Bosforo, in soli 4 minuti porta alla stazione di Sirkeci.


Istanbul è una città ricca di contrasti e in continua evoluzione. Si lavora senza sosta per la costruzione di grattacieli e per le nuove linee della metropolitana. Per una città che corre verso il futuro ho in realtà incontrato un popolo molto tradizionalista e strettamente legato alla religione. Ovunque ci si trovi il canto del muezzin risuona per le strade, le donne hanno nella maggior parte il capo coperto se non per alcune l'intero volto. Si ha la percezione di una città mutevole e che vada in diverse direzioni. Credo che se tornassi tra qualche anno la troverei completamente diversa.
Ciò che assolutamente non ho percepito è il clima di tensione che ha frenato i turisti negli ultimi anni. Ho trovato Istanbul sicura e non molto diversa da altre grandi metropoli, a parte i veicoli della polizia in assetto da guerra.
Tornerei volentieri in questa città perché i giorni a disposizione sono stati davvero pochi per capirla e apprezzarla fino in fondo.

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