venerdì 27 aprile 2018

ANSIA PRE PARTENZA

 ASPETTATIVE, TIMORI, EMOZIONI PRIMA DI UN VIAGGIO






Partire regala sempre grandi emozioni, tanto che girare il mondo è un sogno nel cassetto di molti di noi, me compresa.
E non appena si parte per un viaggio ormai siamo abituati a scriverlo sui social, ci tagghiamo felici e spensierati in aeroporto o nel nostro luogo di vacanza.  
Quello che però non traspare mai su facebook o su instagram è l'ansia pre partenza.
"Si parte, pronti per un selfie e........ Ho chiuso la porta di casa??????"

Non aprite quella porta
Uno dei miei pensieri ricorrenti una volta giunta in aeroporto è l'aver chiuso a chiave la porta. Come se solitamente non la chiudessi tutti i giorni prima di recarmi al lavoro. E non importa se questa cosa si ripeta dopo ogni partenza, una volta in aeroporto,  la domanda che farò a mio marito sarà sempre la stessa: "Ho chiuso la porta di casa prima di uscire???".  Lui risponde sempre di sì con certezza. Credo che risponda così sulla fiducia e lo faccia solo per sedare la mia ansia. Fortunatamente però al mio rientro non l'ho mai trovata aperta, per ora.

Catastrofi ambientali 
Non so voi ma quando sono dall'altra parte del mondo uno dei miei timori è che possa cadere un meteorite sul mio appartamento, che il vicino del piano di sopra mi allaghi la casa (un paio di volte ci ha effettivamente provato) o che salti la corrente e mi scongeli tutto ciò che ho nel freezer (in questo momento mi andrebbe anche bene perché ho solo del mirto e del limoncello).
Non importa dove mi trovi, posso essere su un'isola dei Caraibi ma penserò sempre a qualche disastro ambientale che coinvolga  la mia casa.

Sognare il lavoro
Essere dall'altra parte del pianeta, aver visto magari durante la  giornata una delle sette meraviglie del mondo, addormentarsi in qualche meraviglioso boutique hotel e sognare niente di meno che i colleghi, i pazienti, il proprio capo... Amo il mio lavoro, adoro le mie colleghe ma se potessi non sognare l'ambiente lavorativo durante i miei viaggi sarei infinitamente grata al mio cervello.

Arrivare puntuali in aeroporto
L'ansioso non arriva puntuale in aeroporto, no, l'ansioso arriva in super anticipo. 
Devo ammettere che io sono una di queste anche se sto migliorando. Un tempo pianificavo l'orario di partenza da casa tenendo conto dei potenziali contrattempi  lungo la strada (incidenti, traffico, coda al check-in o ai controlli, investire un muflone). Tutto questo ci consentiva di arrivare con anticipo, troppo in anticipo. Ovviamente quando arrivi in super anticipo non incontri nessuno per strada, becchi l'onda verde, nessuno al check-in, controlli super veloci. Mio marito, una volta giunti al gate, mi guardava e mi diceva: "E ora  che siamo arrivati qui come occupiamo le due ore di attesa che ci aspettano alla partenza del volo????". Fortuna che esistono le lounge e i duty free.

Non dimenticarsi  nulla a casa
La sera prima della partenza, casa mia è disseminata di post-it che mi ricordano di non dimenticare nulla prima di un viaggio. Passaporto, documenti, prenotazioni sono già nella borsa ma ci sono cose che non possono essere messe via con troppo anticipo e che rischiano di essere dimenticate. Post-it battono ansia, vi assicuro.

Prenotazioni di hotel
Uno dei motivi per cui molte persone prenotano tramite agenzia è per essere sicuri di trovare il proprio hotel all'arrivo e avere un punto di riferimento in Italia nel caso ci fossero dei problemi. Un giorno però mi spiegherete cosa potrà fare per voi la vostra agenzia viaggi quando sarete dall'altra parte del mondo e dovrete risolvere un problema  e causa fuso orario in Italia saranno le tre di notte.
Se prenotate tramite i classici portali (Booking, Expedia, Hotels) difficilmente avrete dei problemi e in quel caso si ha sempre un numero verde da contattare.

Paura di volare
Volo da quando sono piccina, spesso anche da sola. I miei genitori mi spedivano in Sardegna con un bel cartellino appeso al collo affidandomi ad una hostess per tutta la durata del volo.
Non mi sono mai sentita in pericolo o in ansia durante il volo, anzi, sono spesso stata elettrizzata all'idea di volare. Posso però comprendere chi non si senta a proprio agio all'interno di un aereo con la mancata possibilità di aver il controllo su di esso.
So che non vi toglierò la paura di volare, ma pensate che David Ropeik della Harvard University ha calcolato che le probabilità di morire in un incidente aereo sono 1 su 11 milioni. Si, è più facile morire per l'attacco di uno squalo (1 su 3 milioni).
Per chi non si fosse ancora convinto, Alitalia (ma anche altre compagnie) organizzano corsi per sconfiggere la paura di volare (http://vogliadivolare.alitalia.it/it/index.html).

A questo punto non mi rimane che augurarvi buon viaggio e....FASTEN YOUR SEATBELTS!







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