domenica 14 luglio 2019

5 NORME DI COMPORTAMENTO DA ADOTTARE SULLE SPIAGGE DI CHIA

.. o su tutte le spiagge del mondo..



Frequento Chia, un paradiso sardo, da quando sono in fasce. Mio padre è nato in questi luoghi e credo che anche all'interno del mio DNA ci sia Amore per questa terra.
Non è poi così tanto difficile innamorarsi di Chia: spiagge paradisiache, mare cristallino e tanta tranquillità.
Per quanto io viaggi per il mondo il più possibile cerco sempre di ritagliarmi una settimana al mare nella mia adorata casa delle vacanze, circondata da vigne a due passi dal mare.
Una casa con una spettacolare veranda vista torre di Chia che a volte mi tocca condividere con i veri protagonisti del luogo: insetti e rettili.
I  gechi, denominati in sardo pistilloni, camminano sulle pareti esterne della casa e ogni tanto rischi anche di trovarteli dentro.  La leggenda narra che portino fortuna e che rimangano sempre vicino al soffitto; mi è capitato spesso di dormire con un geco in  camera ma fortunatamente non me lo sono mai trovata nel letto.
I grilli il cui concerto fa da colonna sonora alle calde giornate estive, alla sera compaiono a sorpresa  e non di rado mi fanno saltare giù dalla sedia.
Chia è un luogo molto spartano: non ci sono locali patinati in stile Costa Smeralda, al massimo si può bere un mirto o una birretta sulla spiaggia o in qualche bar.
Sotto certi aspetti è un luogo che ricorda gli anni '80 ed in effetti non si è modificato molto rispetto a quando io ero piccola.

Sono tendenzialmente bandite le scarpe chiuse, qui si gira in infradito e chi si veste troppo elegante rischia di  sentirsi un pesce fuor d'acqua.
É inoltre uno di quei luoghi di vacanza  dove ti puoi ancora permettere di fare un bagno in mare e di lasciare incustodite le tue cose sulla spiaggia.

Questo post non nasce per pubblicizzare il mio posto del cuore anche perché meno persone si recano qui in vacanza e meno affollamento si troverà sulle spiagge.

In spiaggia ci si gode il mare, ci si rilassa e si osserva il mondo che ti circonda. Proprio da questa osservazione e da questo mio incontrollabile pregio/difetto di commentare tutto ciò che vedo nasce questo vademecum da spiaggia.


1) SPIAGGIA LIBERA

Fortunatamente per quanto ci sia qualche stabilimento balneare destinato a chi non rinuncia al lettino e ombrellone, le spiagge di Chia sono tendenzialmente spiagge libere.
La sabbia è dorata e finissima quindi si può benissimo stare sdraiati con il proprio telo sulla spiaggia. 
Ormai siamo abituati alle comodità e spesso vedo gente carica di sdraio, ombrelloni, tende e materassini che si potrebbe chiedere l'intervento di Grillo Antonino.
La critica che mi permetto di fare è che bisognerebbe rispettare gli spazi vitali di ognuno. Dopo un anno trascorso in un'affollata Milano a contatto con persone al lavoro e sui mezzi pubblici non amo ritrovarmi in spiagge caotiche e molto affollate.
Sono conscia di non poter avere l'esclusiva di un'intera spiaggia ma sarebbe carino che i vicini di ombrellone riuscissero a rispettare lo spazio vitale.
Capita infatti di ritrovarsi colonizzati da persone che decidono di voler trascorrere la giornata insieme a te piantando l'ombrellone a pochi centimetri dal tuo asciugamano tanto che in un attimo occupi l'ombra di qualcun altro. E tutto ciò non perché manchi spazio bensì perché non vogliono fare due metri in più o vogliono stare il più possibile vicino all'acqua.

Il consiglio è quindi: più spazio per tutti.



2) L'ABBRONZATURA

Chi non si è mai bruciato al mare? Succede, a me per prima, troppa ansia di abbronzarsi, scelta ponderata di non mettersi la crema e poi alla sera ci si ritrova color aragosta.
Errare umano, perseverare è diabolico. Ho visto in questi giorni colori della pelle davvero improponibili. Sfatiamo il mito: con la crema ci si abbronza e meglio. Basta sapersela spalmare. Ustioni a macchia di leopardo colorano i corpi di mezza gente in spiaggia. 

Consiglio: mettetevi la crema ma soprattutto bene.

3) LA SPAZZATURA

Non serve essere Greta per capire che un paradiso terrestre rimane tale solo se vige il rispetto del luogo.  Il fumo nuoce alla salute ma soprattutto i vostri mozziconi inquinano le mie spiagge. Bottigliette di plastica, fazzoletti di carta e materassini bucati non sono da lasciare sulla sabbia e non fate finta che sia colpa del vento. Non tutte le persone sono maleducate e devo ammettere che a fine giornata le spiagge sono abbastanza pulite.

Consiglio: Prendete le vostre cartacce e portatele via dalla spiaggia.



4) LE ROVINE DI BITHIA

Io capisco che, per chi non conosce la zona, i sassi che si trovano sulla spiaggia di Sa Colonia siano solo dei sassi. In realtà voi appoggiate i vostri asciugamani sulle rovine della necropoli di Bithia. A causa delle mareggiate degli ultimi anni sono emersi resti di tombe. Probabilmente qualcuno avrà  utilizzato un reperto storico per fissare l'ombrellone e non gliene faccio una colpa visto che nessuno tutela realmente la zona.
Sappiate però che non solo la spiaggia è un tesoro ambientale  ma anche un luogo storico.

Consiglio: conoscete la storia di Bithia e dell'area archeologica di Nora.


5) RISPETTO DEL MARE

Le acque di Chia sono cristalline soprattutto quando soffia il maestrale. I colori lasciano senza fiato.
Confido che un giorno al pari di Villasimius l'area si trasformi in Area Marina Protetta in modo da consentire il ripopolamento dei pesci di questo splendido mare.
Il mare però può essere ricco di insidie a causa delle forti correnti. Vedo bambini con materassini in acqua quando soffia il maestrale.
I bagnini sono presenti ma non su tutta la spiaggia. Pertanto o confidate sulla presenza di  Filippo Magnini in spiaggia o fate attenzione a dove porta la corrente se non volete finire dritti in Tunisia.

Consiglio: non abbiate troppa fiducia nelle vostre capacità natatorie





Sono 5 consigli scontati ma dopo la mia settimana a Chia ho sentito la necessità di ribadirli.
Godetevi il mare e le spiagge ma rispettate il luogo in cui siete.

In Sardegna tutto si fa cielo aperto, tutto si fa mare, vento, dune e orizzonte.





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